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Toni Costa

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Toni Costa, all'anagrafe Giovanni Antonio Costa (Padova, 15 ottobre 1935Padova, 27 aprile 2013), è stato un artista italiano tra i cofondatori del Gruppo N ed esponente dell'arte programmata e cinetica italiana[1][2].

Nel 1960 è tra i cofondatori con Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Edoardo Landi e Manfredo Massironi del Gruppo N di Padova. In un testo programmatico che verrà redatto nel 1961 questi artisti si dichiarano “disegnatori sperimentali”, liberi da programmi o tendenze artistiche e accomunati nella ricerca di una nuova definizione dell’arte che inglobi pittura, scultura, architettura e prodotto industriale[3].

Le attività del gruppo sono strettamente correlate e numerose sono le opere realizzate collettivamente, nel rifiuto della personalità individuale. Il gruppo si oppone alla figura dell'artista - demiurgo (considerato retaggio della critica idealista e spiritualista) e spesso i membri svolgono lavoro in collettivo. I componenti del gruppo si autodefiniscono "operatori visivi" e indagano scientificamente il mondo della percezione, riferendo le proprie ricerche ai teorici della Gestaltpsychologie (psicologia della forma); soggetto attivo dell'arte è considerato il fruitore, non più contemplante, ma attore del fare artistico tanto quanto i progettisti dell'opera. Chi operava con la comunicazione visiva non è considerato molto diverso da tutti coloro che agivano all'interno del ciclo produttivo delle merci: lavoro intellettuale e lavoro manuale erano considerati di pari dignità, essendo il lavoro degli intellettuali quello di operai della conoscenza.

Nel 1960 Costa partecipa alla prima mostra allestita a Padova dal Gruppo N dal titolo "Mostra chiusa. Nessuno è invitato a intervenire"[4][5] che invita in maniera provocatoria i visitatori a non assistervi, a cui segue nel 1961 la "Mostra del pane"[6]. Le due mostre sono caratterizzate da una volontà di provocazione radicale intesa a mettere in discussione l’opera d’arte e la figura dell’artista, consacrati all'ideale del bello, ad un consumo elitario e alla mercificazione. È in questo periodo che Costa inizia a sviluppare parallelamente ad Alberto Biasi le opere cinetico-visive che lo caratterizzeranno, le Dinamiche visuali composte da torsioni di lamelle in tessuto o PVC su tavola, capaci di creare effetti percettivi che variano con lo spostamento dello spettatore[7].

Nel 1961 e nel 1962 è presente alla mostre Nove Tendencije (Nuove Tendenze) e Nove Tendencije II organizzate alla Galerija Suvremene Umjetnosti di Zagabria e che contribuirono a rendere l'arte cinetica nota internazionalmente[8].

Nel 1962 partecipa con il Gruppo N ed il Gruppo T all'esposizione Arte programmata[9][10] organizzata per conto della Olivetti da Bruno Munari e Giorgio Soavi, corredata da un catalogo firmato da Umberto Eco. La mostra è pensata per essere esposta nei negozi Olivetti di Milano, Venezia e Roma, ma viene in seguito riproposta presso altre gallerie ed istituzioni in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1965 partecipa alla grande mostra dedicata all'arte cinetica e programmata The Responsive Eye[11] al MoMA di New York. Una "dinamica visuale" di Costa venne in seguito acquistata dal museo entrando a far parte della collezione permanente[12].

Ma Costa ed il resto del gruppo soffrirono di una marginalizzazione dalla critica già a partire dalla 32ª Biennale di Venezia del 1964 cui avevano partecipato con un’installazione di luci e musica elettronica, nuovi linguaggi offuscati dall'esordio della Pop Art e dall'Arte Povera[13]. Nel 1964 Costa, Chiggio e Landi inviarono al Gruppo una "lettera anonima" che invitava al suo scioglimento[14]. Il gruppo era agitato da incomprensioni individuali, dalle difficoltà a collocarsi all'interno del mercato dell'arte e dalla difficoltà stessa di ricercare collettivamente e si sciolse definitivamente nel 1965. Negli anni seguenti allo scioglimento del Gruppo N, Toni Costa abbandona quasi completamente la sua attività di artista pur partecipando, oltre a diverse collettive, ad alcune esposizioni personali: alla Galleria Waddel di New York e alla Galleria Barozzi di Venezia nel 1969, e alla Galleria Lorenzelli di Milano nel 1973.

Durante gli anni Duemila Costa ed il Gruppo N sono stati oggetto di una riscoperta da parte della critica[15]. In Italia è stata in particolare la Gnam di Roma a organizzare la mostra "Arte programmata e cinetica" nel 2012[16]. Nello stesso anno il New Museum of Contemporary Art di New York ha organizzato la mostra "Ghosts in the machine"[17], seguita nel 2013 dalla mostra "Percezione e Illusione: Arte Programmata e Cinetica italiana" del Museo de Arte Contemporáneo di Buenos Aires[18][19].

Opere nei musei

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  1. È morto Toni Costa artista tra i fondatori del Gruppo N nel ’59, su Il Mattino di Padova, 29 aprile 2013. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  2. I-AMS - Fondazione Cariparo[collegamento interrotto], su museo.fondazionecariparo.it. URL consultato il 30 ottobre 2019.
  3. Gruppo N - EduEDA - The EDUcational Encyclopedia of Digital Arts, su edueda.net. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  4. Silvia Gorgi, 25, in Forse non tutti sanno che a Padova..., Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-8854195349.
  5. Mostra chiusa. Nessuno e' invitato a intervenire - EduEDA - The EDUcational Encyclopedia of Digital Arts, su edueda.net. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  6. Mostra del pane - EduEDA - The EDUcational Encyclopedia of Digital Arts, su edueda.net. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  7. Dinamica visuale, 1966.[collegamento interrotto], su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  8. New Tendencies - Monoskop, su monoskop.org. URL consultato il 14 luglio 2020.
  9. Arte programmata. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  10. Marco Meneguzzo, Enrico Morteo e Alberto Saibene, Programmare l'arte. Olivetti e le neoavanguardie cinetiche, Johan and Levi editore, 2012, ISBN 978-88-6010-084-9.
  11. The Responsive Eye, su The Museum of Modern Art. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  12. Toni Costa. Visual Dynamics. 1963 | MoMA, su The Museum of Modern Art. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  13. Sotheby’s racconta il mercato del Gruppo N, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  14. Dare forma al collettivismo / Il gruppo N tra Olivetti e Classe Operaia, su OperaViva Magazine, 27 giugno 2016. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  15. La critica rivaluta il Gruppo N, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  16. Emilia Jacobacci, Arte cinetica: l'ultima avanguardia, su Artribune, 17 aprile 2012. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  17. (EN) Exhibitions, su New Museum Digital Archive. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  18. (ES) Percezione e Illusione: Arte Programmata e cinetica italiana, su MACBA. URL consultato il 14 luglio 2020.
  19. Helga Marsala, Buenos Aires omaggia l'Arte Programmata e Cinetica italiana. Una mostra al Macba raduna i maggiori artisti dell'epoca, da Gianni Colombo e Bruno Munari. E a sorpresa, c'è anche un link con la moda, su Artribune, 12 ottobre 2013. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  20. Toni Costa | MoMA, su The Museum of Modern Art. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  21. (ES) Museo de Arte Contemporáneo Buenos Aires, su MACBA. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  22. Digital Collection | The Rose Art Museum | Brandeis University, su rosecollection.brandeis.edu. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  23. Brooklyn Museum, su brooklynmuseum.org. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  24. (EN) Dinamica visuale, su mumok.at. URL consultato l'11 novembre 2019 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2019).
  25. GNAM - Opac Galleria Nazionale di Arte Moderna, su opac.lagallerianazionale.com. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  • Volker W. Feierabend (a cura di), Gruppo N: oltre la pittura, oltre la scultura, l'arte programmata, collana Fondazione VAF, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2009, ISBN 978-88-366-1386-1.
  • Italo Mussa, Il Gruppo N. La situazione dei gruppi in Europa negli anni ’60, Roma, Bulzoni Editore, 1976.
  • Gillo Dorfles, Ultime tendenze nell'arte d'oggi, 28ª ed., Feltrinelli, 2017 [1961], ISBN 978-88-07-88653-9.
  • Renato De Fusco, Storia dell'arte del XX secolo, 3ª ed., Altralinea, 27 settembre 2018, p. 121, ISBN 978-88-94869-46-0.
  • Lea Vergine, Arte programmata e cinetica (1953-1963). L'ultima avanguardia, Milano, Mazzotta, 1983, ISBN 8820205408.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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